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Sinalunga ricorda Vittorio Bachelet e Pierasanti Mattarella

Riceviamo e pubblichiamo

A Sinalunga, venerdì 14 febbraio, si è tenuto un importante ricordo di Vittorio Bachelet e di Piersanti Mattarella con la testimonianza di Rosy Bindi e Pietro Grasso. Un incontro di memoria attiva rivolto soprattutto ai giovani. L’evento si è svolto al Teatro Pinsuti, dopo la celebrazione di una Santa Messa nella Chiesa della Madonna delle Nevi in suffragio dell’anima dei due martiri della democrazia italiana. La nostra amica Brunella Lucioli ci ha inviato un resoconto che qui di seguito volentieri pubblichiamo. ( IC )

“A Sinalunga, nel Teatro Comunale Ciro Pinsuti, piccolo ma gremito dai giovani delle Scuole Medie di Sinalunga e Bettolle e da molti cittadini partecipi, si è tenuto l’incontro in ricordo di Vittorio Bachelet e Piersanti Mattarella. I ragazzi delle scuole a seguito di un prezioso lavoro condotto dalle insegnanti hanno affrontato le tematiche del ricordo di Vittorio Bachelet e del perdono che si sono concretizzate nella composizione di una canzone della quale hanno omaggiato gli intervenuti.

Interviene Rosy Bindi

Rosy Bindi ha ricordato che Vittorio Bachelet fu ucciso il 12 febbraio, e che il 14 febbraio c’è stato il funerale, che l’anno 1980 è stato estremamente tragico, perché oltre a Bachelet e Mattarella,sono stati uccisi magistrati, Walter Tobagi, inoltre è stato l’anno della strage di Bologna, di Ustica.

Continua affermando che Vittorio Bachelet ucciso dalle Brigate Rosse e Piersanti Mattarella ucciso dalla mafia, possono essere ricordati insieme, perché aldilà dell’aspetto tragico della morte violenta che li ha uniti, sono stati legati anche da molti aspetti comuni nella loro vita.Persone generose che hanno messo la loro competenza al servizio del paese.Bachelet negli ambiti dell’Azione Cattolica, della Fuci, dell’Università, Mattarella che alla politica nazionale aveva preferito la sua Sicilia, diventando Presidente della Regione. Vittorio Bachelet non era un politico, un uomo di partito. Mentre l’omicidio Mattarella si può definire un omicidio politico, quello di Bachelet è un delitto istituzionale.

Interviene il Presidente Grasso

Piersanti Mattarella e Vittorio Bachelet rappresentano dei simboli importanti di come dovrebbe essere un politico, un uomo delle istituzioni. Entrambi venivano dalla stessa scuola di Democratici Cristiani Morotei. Passione politica, entusiasmo, visione strategica del futuro, un grande slancio etico che oggi in politica si riscontra molto poco. Ricorda come per parlare degli anni 80, bisogna collegarli anche alle luci e ombre degli anni 70. Ricorda che lui ha scelto di fare il magistrato come contraltare alla violenza del periodo in Sicilia. Ricorda come guardando con il padre una foto sul giornale “L’ora” dove c’era un magistrato chino su una vittima di omicidio per le indagini abbia scelto in futuro di essere quel magistrato. Ricorda che fu lui che, al tempo giovane procuratore, si recò recai sul luogo dell’agguato a Mattarella. Ricorda che è stata la sua prima importante indagine di mafia.

Ricorda ancora che: grazie a quell’indagine è emersa l’etica e lo slancio dei politici democristiani di sinistra dell’Area di Aldo Moro; nel 1978 era stato ucciso Aldo Moro. Nel 1979 erano stati uccisi Boris Giuliano, Cesare Terranova; a quell’epoca non si poteva parlare di mafia come se ne parla adesso; allora si doveva chiamare “mafiosa” una parte del sistema politico , perché in quella parte era difficile scindere la mafia e la politica, non c’era distinzione; dire che il delitto Mattarella è semplicemente un delitto di mafia, sarebbe come minimizzare la portata di quello che è stato;nell’Italia degli anni 1970 una parte politica giocava sporco contro la democrazia; vi era in corso una svolta politica con Aldo Moro; in Italia si fecero riforme importanti sulla Sanità quale riconoscimento di un diritto universale per tutti i cittadini, lo statuto dei lavoratori, la Legge Basaglia, tutte con l’appoggio di una sola parte della Dc e dei partiti della sinistra; l’assassinio di questi due uomini insieme a quello di Aldo Moro, ha fermato le riforme progressiste che si stavano compiendo nel nostro paese;uccidendo i simboli di questa svolta politica hanno fatto ritardare l’evoluzione del nostro paese per tanti anni.

Interviene ancora Rosy Bindi

Il giorno dell’omicidio Bachelet, nell’Aula Magna dell’Università era prevista una conferenza sul terrorismo e c’era stato un allarme bomba così da far uscire gli studenti ed avere meno persone che intralciassero. Insomma , al momento del delitto nella Facoltà c’era poca gente.

Chi era per l’Italia Vittorio Bachelet? Risposte di Grasso e Bindi

Un uomo che ha dato il suo contributo alla democrazia facendo il professore universitario e il Dirigente dell’Azione Cattolica. Un uomo che aveva l’idea che le cose buone si possono fare non in modo individualistico ma per il bene della società. Idee che si respiravano anche nella sua famiglia. (La toccante preghiera del figlio Giovanni ai funerali del padre ne è l’esempio). Ha interpretato la sua vita con un servizio alla comunità.Infatti, nel quadro odierno, l’individualismo, la paura, le chiusure sono gli ostacoli più grandi per fare politica. Se non ci fossero state queste persone la Costituzione sarebbe rimasta lettera morta. Invece queste figure, hanno consentito allo stato di evolversi, passando dallo Statuto Albertino, alle leggi fasciste, ad una società moderna e democratica. L’Azione Cattolica al tempo contava circa 3.000.000,00 di iscritti. Bachelet ha messo tale organismo al servizio di tutto il paese e non di una sola parte politica come invece voleva qualcuno. Bachelet era preoccupato del vangelo e del rispetto della dignità delle persone.

Perché hanno ammazzato Bachelet, Mattarella? Risposte di Grasso e Bindi.

Mattarella aveva unito il CSM in un momento difficilissimo. Una settimana prima di morire aveva riconciliato magistratura e stato. Mattarella è stato ucciso perché aveva chiuso le porte alla mafia. Lui voleva una Sicilia “con le carte in regola”. Voleva riscattare la Sicilia, partendo dal presupposto che nulla è immodificabile, superando l’etica individuale per un etica sociale. In due anni dal 1978 al 1980 riuscì a fare si che i dirigenti regionali non fossero espressione mafiosa. Furono varate numerose leggi regionali per eliminare la speculazione edilizia, sugli appalti, furono cancellate 3.000 imprese fantasma. Fece fare i collaudi delle opere dandoli in capo al Genio Civile o ad altre strutture istituzionali invece che ai dirigenti regionali.Aveva bloccato gli affari mafiosi e politici nella Regione con l’appoggio del Partito Comunista Italiano, che lo appoggiava contro certi personaggi corrotti all’interno della Democrazia Cristiana Siciliana. Mattarella venne ucciso a causa di una convergenza di interessi politici, economici sia in Sicilia che a livello nazionale. Quando venne ucciso era in corso una crisi nella Giunta Regionale per via dell’accordo con il P.C.I.

Bachelet sapeva di essere un bersaglio. Aveva rifiutato la scorta perché non voleva mettere in pericolo altre vite. Bachelet diceva che la diversità delle idee in democrazia è una ricchezza. Diceva che dal confronto possono nascere delle idee migliori per tutta la collettività. Diceva che occorre gettare un ponte nei confronti degli altri. Altrimenti,aggungeva, saranno sempre miei nemici.”

Appunti di Brunella Lucioli

Fonte: https://www.letruria.it/